“[Canaria], popolata di cani di enormi dimensioni dei quali due furono anche mostrati al re Giuba. In questa rimangono dei resti di edifici. V’è grande quantità di uccelli, boschi di alberi da frutto, palmizi ricchi di datteri, molti pinoli, abbondanza di miele, fiumi ricchi di pesci siluro. Dicono anche che vengano espulse sulle loro spiagge delle bestie dalla onde del mare: e quindi quando quei mostri sono corrotti dalla putrefazione tutti i luoghi sono colà contaminati da un orribile fetore e per questo dicono che la qualità delle isole non coincide proprio completamente con la loro denominazione…”
(Caio Giulio Solino)

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