
Quell’incedere oscillante lo prendono, a bordo dell’Ecumene, come il dato di fatto di un adeguarsi al movimento imposto dai flutti del mare all’imbarcazione. Ma, a guardarlo bene, quel dondolare cionco di Carolina, che non le fa perdere comunque il suo fascino da ninfa preispanica, almeno dalla vita in su, è solo l’esordio di una spinta alla fuga costante, sempre trattenuta. Quella spinta che manca a suo fratello, da due anni sequestrato dal narcotraffico nei dintorni di Morelia, nello stato di Michoacán.




Un Commento
carolina, eh?