Proviamo a immaginare un infante che non si limiti semplicemente, come l’axolotl a fissarsi nel proprio ambiente larvale e nelle proprie forme acerbe, ma che sia, per così dire, tanto abbandonato alla propria infanzia, tanto poco specializzato e così totipotente, da declinare qualsiasi destino specifico e qualunque ambiente determinato, per attenersi unicamente alla propria immaturità e alla propria sprovvedutezza.
(G. Agamben, Idea della Prosa)




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