Quella bocca compiaciuta della norvegese, che sorrideva e si aggrottava a momenti, che rileggeva ciò che le dita scrivevano, che continuava a umettarsi, quella bocca che Alfredo fissava nel suo antro oscuro, nei suoi piccoli denti, si sottrae sfuocandosi sullo schermo in una strisciata bianca. La ragazza ha spostato la webcam, che traballa. Sta probabilmente cercando di spegnerla perché l’immagine trema.
L’acquario dai colori accesi si vivifica sempre più, inquadrato anche per sbaglio, ma ritornando protagonista in quella convulsione. Si chiude il segnale. Rimane sulla retina di Alfredo una sovrapposizione di immagini: la bocca, l’acquario. La rivelazione è laggiù che deve essere. Connessa a quell’errore evolutivo di cui parla la ragazza.



2 Commenti
“va bene l’entusiasmo, ma bisogna stringere”
molto interessante…