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L’emospugna e altre soluzioni.

“Il progresso che forse porterà l’uomo davvero a popolare i mari ha un nome suggestivo: si chiama emospugna, ed è un filtro artificiale che funziona come le branchie dei pesci, estraendo l’ossigeno direttamente dall’acqua marina. Il merito della scoperta dell’emospugna è dei biologi marini Joseph e Celia Bonaventura, marito e moglie e condirettori del centro di biologia marina della Duke University, negli Stati Uniti. Per liberare gli uomini dal peso e dalla limitata durata delle bombole di ossigeno per la respirazione subacquea i Bonaventura fin dagli anni Settanta hanno cercato di replicare l’esempio naturale.
Oggi l’emospugna più efficace riesce a ricavare dal mare un quarto di litro di ossigeno all’ora, molto meno dei due litri che a un uomo servono per poter sopravvivere sott’acqua. Ma non manca molto, secondo i Bonaventura. Secondo loro, sarà possibile abbastanza facilmente costruire un sistema di emospugne capaci di assicurare tutto l’ossigeno che serve a una comunità di ben 150 persone.
Il passo successivo? Preparare un corpo umano capace di sopravvivere nel modo migliore alle condizioni del nuovo mondo subacqueo. In altre parole, creare un vero uomo marino. Il ricercatore della Duke University Johannes Kylstra ci sta provando da ormai 30 anni: trasformare l’uomo da animale che respira un gas, l’aria, a respiratore di liquidi. Negli anni Settanta Kylstra provò a mettere in pratica le sue teorie facendo respirare, per diversi minuti, a topi e cani liquidi salini carichi di ossigeno senza effetti collaterali né danni. Incoraggiato, Kylstra tentò la sua tecnica anche su un uomo: alla «cavia» riuscì di respirare (anche se con un solo polmone) il liquido ossigenato per 47 minuti senza problemi…” (tratto da “il Giornale”)

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