In viaggio con la Parca.

Né la mia stazza né la mia età mi permettono di considerare vani gli sforzi per convincere il passeggero seduto davanti al mio posto lato corridoio di questo Boeing diretto a Londra, dove mi sto recando per farmi curare da un male che dovrebbe estinguermi entro pochi anni e per il quale molti amici hanno considerato inutili i miei frequenti sperperi in denaro. Il passeggero in questione, del quale lo steward di colore dai denti perfetti bianchissimi e la pelle irreale non si è accorto della posizione scorretta dello schienale, ora che siamo sul punto di decollare e gli annunci hanno più volte insistito sulla necessità di una corretta posizione dello schienale, è una bionda insipida dal naso pronunciato e la zazzera tagliente che al terzo gate mi ha rivolto sfuggente alcune parole, domandandomi, inciampando tra un tu e un lei di cortesia, dove fosse la toilette. [continua qui]

Neotenia e Utopia.

“Ogni mitologia nasce e si sviluppa in un contesto sociale e di classe, che dunque non può mancare neppure in questo specifico esempio. Si dà appunto il caso che xolotl sia, oltre che il nome proprio del dio disubbidiente, anche quello comune dello schiavo in quella particolare società, dove l’istituzione della schiavitù va intesa del tutto diversamente da quella greco-latina e dalla servitù della gleba medioevale. Era infatti l’azteco che volontariamente rinunciava alla «libertà» del cittadino, alla sua maturità, ma anche alle sue preoccupazioni (diritti e doveri), che diventava xolotl, cioè un apolide (chiamiamolo così!), che tuttavia poteva possedere dei beni, trasmetterli ai figli, sposare una donna libera e riscattarsi, se voleva dalla condizione di schiavitù! Leggi l’articolo completo