Raymond Federman, dopo una lunga malattia, ci ha lasciati lo scorso 6 ottobre 2009, all’età di 81 anni. Scrittore estroso, critico acuto, esperto di Samuel Beckett, ci consegna un vuoto (lui che giocava spesso coi pieni e coi vuoti della scrittura) che solo gli storicisti più ottusi potrebbero mancare di osservare, sclerotizzandolo sotto l’etichetta pur interessante dell’Avant-Pop. La lunga produzione di Raymond, che ho avuto occasione di conoscere per via telematica nel corso della traduzione del suo saggio “Surfiction: Fiction now and tomorrow” (apparso su “Re: Oltre lo zero”, Zona, 2005 e su “Best off 2006″ di minimum fax), può essere vista qui. Ricordo con affetto la disponibilità e l’acume con cui Raymond rispondeva, sempre prontamente, alle mie domande. Qui un altro saggio di Raymond Federman tradotto in italiano sul futuro della letteratura. Un saggio su Ronald Sukenick di Raymond Federman è stato tradotto da Lorenzo Orlandini sempre per la rivista Re:.


