Turismo Consigliabile è una raccolta di racconti di Alessandro Raveggi. Ecco un estratto.
da SQUIACH!
(O SULL’UTILITÀ E IL DANNO DELLA STORIA PER LA VITA
La sverniciatura.
Il lucido pavimento di frassino del bowling rispecchiava con indifferenza la massa distorta di Pedretti. Le scarpe verdi da bowling di Pedretti fecero squiach! sul pavimento e non ci si poté fare assolutamente niente. Il rumore fu quello di un match di fioretto conservato per i posteri in una teca di cristallo spolverata con insistenza ogni mattina. L’affondo di Pedretti fu ammanierato, ma senza grazia, impertinente, la faccia gli si gonfiò come il cuore calloso di una bestia da soma, come stesse scoppiando, grondando di sudore, la scarpa
sinistra fece uno squiach! secco e fastidioso. Lo sposo si infastidì, lo si vide da come si strofinò i pollici sinistro e destro sulle rispettive narici pruriginose e da come strizzò gli occhi patendo un leggero tic ereditario. Pedretti aveva fatto a dire il vero uno bello strike concludendo la mossa con un gancio ed una
piroetta all’indietro, perdendo l’equilibrio, i birilli a pancia all’aria vennero raccolti dal rastrello e ingurgitati dalla buca. Pedretti sembrò scampare una fine similare, recuperando l’equilibrio.
Lo sposo applaudì succintamente con le due mani poste all’altezza della spalla destra, gaio e fresco falsamente come uno steward dopo un volo di 18 ore, assumendo il colore di una ciambella rancida sulla quale è stata data una mano di coppale per renderla ancora vendibile. Le due donne a braccia
conserte, la madre e la sposa con due musi di cavalla dalla leggera peluria, docili come appena frustate, serrarono con maggior forza le braccia conserte e diedero la loro approvazione sporgendo il labbro inferiore, inumidito e lucido come la pista del bowling. Pedretti si tirò giù la zip della tuta e sbuffò, massaggiandosi il braccio come un lanciatore lituano di giavellotto. Giunto al tavolo di resina bianca, dove stavano le due donne ad attenderlo con sguardo benevolo, dette una lunga sorsata al Gatorade al limone.
Ecco il turno dello sposo. Composto, una tuta nera con bande bianche dalle parti, consunta sui gomiti e sulle ginocchia, della sezione atletica di una forza dell’ordine danese, le sue scarpe rosse da bowling fecero igh-ooo! ighooo! come tergicristalli che spazzano una pioggia polverosa caricatasi nel Sahara. Stavolta, prima di eseguire il tiro, si passò il dorso della mano sul naso, prese bene la mira con la palla nera verso il birillo centrale, strinse forte le tre dita nei fori pensando di infondere così potenza alla palla stessa, con un sorta di fluido magico prodotto dal cervello. Igh-ooo! La palla incontrò il corridoio laterale mezzo metro dopo aver sfiorato il suolo e carambolò fino al lato della buca, in una tranquillità sofferta che durò una decina di secondi. Lo sposo fece il gesto come ad indicare di aver fatto cilecca, schioccando le dita, mordendosi la bocca. Prese l’asciugamano infilato dietro i pantaloni e si nettò il viso dal sudore. Pedretti sogghignò tossicchiando, la faccia pulsante, abbracciando dietro le spalle la donna più matura, la madre. La sposa, dai capelli rossi, un caschetto più lungo della norma, lo guardò brevemente come dicendo “Povero babbuccio mio, hai nuovamente dimenticato i biscotti alle mandorle nel forno!”. La sposa è sua figlia e si nota. Lei in più lo fa notare. È fiera di Pedretti ed anche di suo padre. Che sono la stessa cosa, a volte. Le due donne a braccia conserte, la madre e la sposa con due scialli uno color crema uno color arancio, quasi di discernimento impercettibile per i faretti ed il frassino e le seggiole di resina anch’esse sul chiaro salsa rosa del bowling, serrarono con maggior forza ancora le braccia conserte e approvarono sporgendo il labbro inferiore, sempre umido. La figlia dette una sorsatina da canarino alla birra, una punta di schiuma le rimase sul naso. La madre le indicò senza parlare di pulirsi, come si fosse scossa di dosso una zanzara, la figlia simulò imbarazzo.
…
Estratto da REGALITA’ EVANESCENTI
Estratto da MANIFESTAZIONI ESTERIORI DI UN SUPPOSTO STATO INTERIORE
(Altri estratti a breve.)
