Il Guanto del Dottor White

Il teatro, la poesia, il loro pubblico. Alcune tesi

…Nel 1965, l’astronauta della Gemini 4 Edward White, perse un guanto nella sua camminata stellare. Per un mese il suo innocuo guanto divenne, mantenendosi in orbita ad una velocità di circa 28000 km/h, il più pericoloso innocuo guanto della storia! Il teatro, la poesia: (continua a leggere su L’Ulisse)

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3 thoughts on “Il Guanto del Dottor White

  1. Ciao Alessandro, ho letto. E sono d’accordo con te. “La poesia come atto sociale rivolta a riacciuffare un pubblico, che deve essere risvegliato, rintronato, shockato” è forse una delle vie (delle poche) possibili per annientare la “spazzatura orbitale”. E libri come IL GUANTO DEL DOTTOR WHITE, lo leggerò.

  2. una bella pagina. il teatro e la poesia come operazioni sul linguaggio, e sul linguaggio teatrale e poetico. l’arte opera sul, diciamo, esterno, almeno quanto su di sé. ha bisogno di me o mi sta bellamente ignorando?
    ci sono movimenti opposti, credo.
    la spazzatura è, anche, credo, ciò che noi non siamo capaci di assimilare. ci condiziona. mentre cerchiamo modi di riutilizzare od eliminare, la spazzatura, questa è lì, a ricordarci la nostra incapacità, disabilità quotidiana, la nostra imperfezione. ma spazzatura è anche il superfluo, ed in quanto superfluo, perché lo creiamo? è davvero superfluo? boh.
    no, era per dire che ho trovato il tuo testo molto interessante.
    pensa, un guanto che si incendia nella sua caduta dallo spazio, è una stella cadente. esprimi un desiderio;-)
    ciao alessandro.
    ah, il teatro.
    ah, beckett.
    la spazzatura è la nostra dose di fallimento quotidiano.
    forse.
    ciao.

    ndr

  3. si dice roba vecchia, sì. spesso si fa pure, roba vecchia, in modo diverso. l’unico a fare, per così dire, roba nuova, è l’inumano non fatto da umano.
    un fiore, è lavoro di ere. come diceva il tipo.
    è la nostra prospettiva, che ci frega. ci contiamo troppo, sul nostro maledetto piano di riferimento.
    una domanda, curiosità: per caso conosci libri di narrativa italiana in cui la spazzatura abbia un ruolo importante? intendo il rifiuto casalingo, ecco.
    mi ci hai fatto pensare prima, quindi domando.
    io stasera ho conversato con il mio cane davanti alla tv.
    a lui non piace per niente. ma io volevo vedere un film. allora siamo arrivati al compromesso: io l’avrei accarezzato e lui in cambio non si sarebbe frapposto fra me e lo schermo. il fatto è che il divano mi rilassa, e a lui sono le carezze a rilassarlo, così io sono scivolato giù e lui pure, io sul divano e lui sul pavimento, e ad un certo punto non ce la facevo ad accarezzarlo, però avevo la mano tesa verso di lui, e lui contraccambiava con la sua zampa anteriore sinistra ed era una scena molto intensa e commovente. noi due, stesi, per manozampa con la tv accesa su un film con vandamme. tutto molto….drammatico.
    poi si è rotto le palle e se n’è andato. mi ha lasciato solo, capisci?
    ed io non ce l’ho fatta a continuare a vedere vandamme, ogni scena mi ricordava la sua compagnia. era troppo dura andare avanti nella visione.
    così ho cambiato canale.
    (perdona la lunghezza, avevo da dire la mia dose di cazzate, non l’avevo ancora fatto e mi sentivo gonfio, un po’ come la studentessa che si sfoga col cibo per via degli esami, che poi scopre lo stesso della marcuzzi e sta bene e si sgonfia. io in casa non ce l’ho quello lì e quindi devo sparare cazzate)
    notte.

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