Tzitzimime

Le Tzitzimime erano divinità sotto forma di donne scheletriche venute dalla tenebre nella Età dei Terremoti, secondo la cosmogonia azteca. Nell’età precedente, indicata come l’Età delle Acque, il diluvio aveva trasformato gli uomini in anfibi. Solo un uomo e una donna, riparatisi nell’incavo di un cipresso, si salvarono, ma furono puniti dal dio della notte Tezcatlipoca, dio della bellezza e della guerra, che li mutò in cani randagi.

In mancanza di superstiti per una nuova era, il dio Quetzalcoatl assunse le sembianze di Xolotl, raggiungendo Mictlan, il regno dei morti, e bagnando col sangue le ossa degli morti, donò loro nuova vita.

Ed è lì che le dee Tzitzimime apparirono. Tra di esse si distingueva la loro comandante, Itzpapalotl, protettrice delle donne morte di parto, con due grosse zampe di giaguaro e le ali di farfalla, spesso associata alla farfalla conosciuta col nome di Rothschildia Orizaba.

Carolina, che fosse a bordo dello yatch o nella sua missione europea, poteva pur sempre provare a farci qualcosa, dall’interno, disinnescando quelle farfalle violente dell’Ecumene capitanate da Elisabeth, la madre feroce in cerca del figlio. Bastava solo non convertirsi in un cane randagio alle prese con l’osso dell’amore.

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2 thoughts on “Tzitzimime

  1. sì, ma questo è NIE oppure no? 😉
    scherzo. mi sono prosciugato in una discussione su NIE, anzi, partendo da NIE, e ora, mah, ho le idee confuse 😉
    ciao!!

  2. mi sembrava di averlo capito…mi piace per ora, anche se gustarlo così è diverso che tutto insieme. qui decidi tu autore come e quando io lettore posso leggere ciò che scrivi, senza dimenticare altri post che, pur non facendo parte del romanzo, lo interrompono ripetendo in certo qual modo le possibili interruzioni che un lettore di un romanzo fa durante, appunto, la lettura di un romanzo. Il modo di fruizione di un oggetto influisce sul significato dell’oggetto stesso, etc etc etc….
    Qui, tra l’altro, oltre ad essere interruzioni da lettore, i post che non fanno parte del romanzo, possono venire letti come interruzioni di te scrittore, aprendo la possibilità ad interpretazione ulteriori.
    uhm.
    è complesso, ecco.
    vabbé.

    poi dimmi se l’hai finito il racconto, e che ne pensi. prima o poi diventerà altro, lo sta già facendo, e prima di essere a quel modo era ancora in altro modo…è in somma una versione mediana. vabbé.
    ciao.
    torno a stud.

    ndr

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