Lettere a Nessuno – L’avventura

L’avventura è verticale, immobile. Chi la compie muove se stesso dentro l’immobilità. Le avventure sono orizzontali. Chi le compie sta fermo, è tutto il resto che si muove verso di lui in direzione opposta. Grandi libri di avventura sono: l’Iliade – non l’Odissea -, il De rerum natura, La storia di Genji, La Divina Commedia, Don Chisciotte, Il sogno della camera rossa, le Poesie della Dickinson, Moby Dick, i Karamazov, Pinocchio, Il castello, la Recherche… Ma il più grande libro di avventura che sia mai stato scritto sono i Vangeli, dove qualcuno corre l’avventura verticale più lacerante, più commovente e più grande: quella di essere Dio. Le avventure sono quasi sempre premiate. L’avventura (anche quando sembrerebbe il contrario) è sempre punita. ” (Antonio Moresco, Lettere a Nessuno)

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