ALESSANDRO RAVEGGI

Il manifesto RAVEGGI 20130103nazionale-11 part“Alessandro Raveggi, allegoriche peripezie di un giovane anfibio” – di Raoul Bruni, il manifesto, 3 gennaio 2013, p. 11
Se siete convinti che la letteratura sia morta e debba tutt’al più accontentarsi di galleggiare in una condizione fatalmente postuma, i libri di Alessandro Raveggi non fanno certamente per voi. Fin da suoi esordi, il poliedrico scrittore fiorentino (classe 1980) ha sempre cercato di introdurre nel discorso letterario suggestioni nuove (dai fumetti ai cartoons), apparentemente incompatibili con i registri tradizionali della poesia. Più recentemente, dopo un lungo soggiorno a Città del Messico, ha cantato in versi italiani (nessuno ci aveva provato prima di lui) le saghe perturbanti degli dèi aztechi (mi riferisco alla plaquette, del 2011, La trasfigurazione degli animali in bestie). Ora, nel suo primo volume narrativo, Nella vasca dei terribili priranha (pp. 216, euro 19), pubblicato da Effigie dopo una lunga gestazione, tenta invece di applicare le sue estrose…

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