Nuovo estratto da “Nella vasca dei terribili piranha” (Effigie, 2012), letto per la Giornata del Libro 2012

La palla fa il suo primo giro irreale alle otto in punto, scocca l’ora rimbalzando sulla piastrella sbeccata davanti all’appartamento 303. Il suo palpito sta per appropriarsi della corrala come un detonatore persistente, che smania di crescere. L’edificio, attraversato da crepe strutturali, si scuote così rilasciando i suoi abitanti, tediosamente. I bambini si incrociano e schivano coi tricicli nel patio, sul quale tutte le finestre si affacciano, alcune ricoperte di tela trasparente e rotte da tempo immemore. Spuntano le prime armi verdi e gialle, di plastica, le prime funi per il salto della corda e i primi abbracci, coi sacchetti vuoti della spesa che si sfregano confidenti come polmoni secchi. I lavoratori con la bocca impastata si salutano uscendo l’uno di fianco all’altro, soldatini svogliati e cisposi. Continua a leggere

Io non respingo II. La preghiera di Giona.

“4  Mi hai gettato in fondo al mare, / l’acqua mi ha sommerso, / le tue onde sono passate su di me.  / 5 Pensavo di essere stato privato della tua presenza / e di non vedere mai più il tuo tempio santo. / 6 L’acqua mi è salita fino alla gola, / il mare mi ha coperto completamente, / le alghe mi hanno avvolto la testa. / 7 Sono sceso fino alle radici dei monti, / nella terra che imprigiona per sempre, / ma tu, Signore Dio mio, / mi farai uscire vivo dalla fossa.” (Libro di Giona)

Il bilancio della campagnia “Io non respingo”.

Io non respingo. La campagna nazionale.

Da Fortress Europe: “Il leader libico Muammar Gheddafi visiterà l’Italia dal 10 al 12 giugno. Una tappa storica, che segna il riallineamento di Roma e Tripoli. Gheddafi parlerà di affari, ma anche e soprattutto di immigrazione, e di respingimenti in mare. Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. Per questo invitiamo tutti a manifestare il proprio dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Siamo tanti. Siamo molti di più di quanto possiate immaginare.

IL PROGRAMMA della campagna nazionaleIL KIT INFORMATIVO da scaricare, stampare e distribuire – RAGIONI e ALTRI MATERIALI. Segue il documentario “Come un uomo sulla terra” – Continua a leggere

Un sequestro di sirena.

“Come è questa storia ora che vuoi passare sotto casa di Consuelo?”
“Per spiegarle la cosa. Non posso andare in giro per la penisola iberica con un’altra donna, in segreto, nel retro di un furgone.”
“A te, questa tua Consuelo, ti lascia scarico come una macchinina a molla per il mondo e poi viene a ridarti la carica proprio quando non servirebbe.”
“Senti i colpi di coda? Dovremmo liberarla?”
“Chi? La sirena?”
“Là dietro non soffocherà?”
“Cosa ce ne facciamo, me lo spieghi?”
“La reinseriamo nel suo habitat naturale.”
“E quale sarebbe?”
“Che ne so… La musica pop?” Continua a leggere

L’anfibio di Liérganes

Dal “Teatro Critico Universal” di Benito Jerónimo Feijoo – tomo VI – discurso VIII*

§. I

1. El caso, que da materia a este Discurso, es tan extraño, tan exorbitante del regular orden de las cosas, que no me atrevería a sacarle a la luz en este Teatro, y constituirme fiador de su verdad, a no hallarle testificado por casi todos los moradores de una Provincia, de los cuales muchos, que fueron testigos oculares, y dignos de toda fe, aún viven hoy. La noticia se difundió algunos años ha a varias partes de España debajo de la generalidad, que un Mozo, natural de las Montañas de Burgos, se había arrojado al mar, y vivido en él mucho tiempo, como pez entre los peces; y confieso, que entonces no le di asenso, de que no estoy arrepentdio; pues fuera ligereza creer un suceso de tan extraño carácter, sin más fundamento, que una voz pasajera. Añadíase, que esto había sido efecto de una maldición, que sobre dicho Mozo había fulminado su madre; pero esta circunstancia fue falsamente sobrepuesta a la verdad del suceso, como veremos después. Continua a leggere

P.E.C.E.S.

Due esponenti spagnoli del P.E.C.E.S., Partido Español Combatiente de Emancipación de la Sirenas, si stanno strattonando il volante di un furgoncino blu con dei coccodrilli disegnati in rilievo sulle fiancate, dopo aver prelevato con la forza la donna-sirena del Circo Acquatico Zoppis, in tour a Valencia. Si dedicano a queste liberazioni capillari di giovani ragazze sfruttate nei circhi acquatici. In realtà è per loro la prima volta. Come ogni prima volta, hanno una paranoia post-coitum ai massimi livelli, con un sequestro di mammifero e furto di veicolo ormai sulle spalle.