In ricordo dell’Alluvione del ’66, da scaricare gratis il capitolo “fiorentino” di Nella vasca dei terribili piranha

raveggi

“Un arpeggio isterico del grigio, accompagnato da un vapore denso che avvolge quelle corde in processo, si espande fitto sulla via Ghibellina, vivida tra le oscurità laterali dei vicoli più riparati, un tendale di onde in evoluzione per il vento. In alcuni frangenti, i fili si compattano e sconquassano. Rompono l’aria come lamine d’alluminio. Le grate delle fogne ringhiano e ribollono, del marcio sbava in rivoli spumosi…”

Oggi 4 novembre è stato l’anniversario dell’Alluvione fiorentina, evento luttuoso che ha segnato la faccia apparentemente placida della città e ne ha cambiato le sorti. Nel romanzo Nella vasca dei terribili piranha (uscito nel 2012 per Effigie editore), un capitolo è dedicato al ritorno immaginario di un’Apocalisse per acqua nella Firenze contemporanea di studenti, immigrati, strani personaggi che si aggirano già a partire dalle feste di Halloween del 31 ottobre. Per l’occasione, lo propongo in free download. 

Scarica l’estratto sulla nuova Alluvione Fiorentina di Nella vasca dei terribili piranha 

Oggi su “Sette” del Corriere della Sera

Sul settimanale “Sette” del Corriere della Sera è uscito un articolo sulla prossima Antologia della Webletteratura “Parla come navighi” a cura di Mario Gerosa, per le edizioni il Foglio. Nell’articolo si parla di me e del progetto Nella vasca dei terribili piranha.

Maggiori informazioni sull’antologia qui.

Il ritaglio dal settimanale: qui.

Domande Nella Vasca sulla Guida Avant Pop

Sono stato intervistato da Salvatore Piombino sul progetto Nella vasca dei terribili piranha, per la Guida Supereva all’Avant Pop. Spiego un po’ ciò che penso e ciò che vedo nel mio work-in-blogger, e nel romanzo. Spero sia utile e interessante.

Alessandro, domanda di rito: come è nato il progetto Nella Vasca dei Terribili piranha?

Il progetto di scrivere il romanzo è nato un po’ di tempo fa, almeno nella mia testa, credo nell’estate del 2003. Mi trovavo a pochi chilometri da Gibilterra per le vacanze estive. Stavo leggendo dei vecchi numeri di Namor the Submariner, un fumetto della Golden Age dei comics, forse meno noto rispetto ad altri, ma per certi versi più intrigante. Questo perché il suo protagonista, il Principe degli Abissi Namor, un uomo-anfibio verdegiallo, ha da sempre alternato atteggiamenti e stagioni da supervillain a periodi da supereroe alleato (degli States, ovvio). Ovvero è stato il primo vero eroe-antieroe schizofrenico, e a tratti cinico, anche prima delle versioni dotte dei comics di Miller e Moore. Questa lettura cominciò a fare reazione, ad interagire, in quell’estate, con le letture tragiche dei quotidiani locali e nazionali spagnoli. Parlo di quel perpetuo stillicidio di morti per naufragio di Fuerteventura, delle Isole Canarie e dello Stretto, di quell’immane olocausto che tutti i giorni si nasconde sotto i flutti e gli scogli delle coste di nazionalità ispanica (questo vale in realtà anche per le coste del Sud italico). Questi Nessuno africani, rappresentati estremi della precarietà esistenziale di oggi, che sfuggono dalla loro Itaca, da loro ambiente, magari pure attraversando deserti inumani, per cercarne un altro di migliore in Europa, mi sono rimasti addosso come fantasmi atlantidei per qualche anno, per poi riemergere a fine del 2007. Dovevo partorire un dolore, passando però dal forcipe della letteratura. Continua a leggere

Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria / 2

[Leggi la prima parte]

Perché, allora, in Italia, dovrebbe esserci necessità di opere letterarie qualitativamente intense e durature? Perché in Italia c’è una voragine chiamata: carenza di immaginario, collettivo e individuale. Chiamatela tedio, noia, apatia, ma si sta verificando un’atrofia dell’immaginario che molti non possono o vogliono scorgere, perché hanno disimparato a dare valore al concetto di qualità. Dobbiamo però reinventare il nostro immaginario, ovvero il nostro modo di compensare la refrattarietà delle cose italiche con la creazione verbo-visuale, il nostro modo di sfogliare l’opacità delle cose presenti, e guardare oltre, dietro il muro dell’oggettività. E questo andrà inevitabilmente a scalfire la nostra identità tradizionale, un’identità che deve avere una durata. Oggi la letteratura, almeno in Italia, è una forma di sopravvivenza, una consegna al mittente da non mancare. Continua a leggere

Non multa sed multum. Qualità della vita e qualità letteraria

lacura2Questo testo è la seconda parte di un’introduzione alla collana di narrativa Novevolt, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto qui, ed ha il carattere di un’apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l’apertura del vaso, ci guarda circospetto dentro, e si interroga sul futuro e la possibilità di scardinarne le pareti, o almeno distanziarle.


La collana Novevolt, oltre a proporsi come soggetto culturale nell’organizzazione di un festival letterario nazionale (ULTRA-Festival della letteratura, in effetti) e di altri progetti collaterali, auspicherà una promozione, attraverso piccoli libretti, romanzi brevissimi e racconti lunghi di autori affermati e giovani promesse, di luoghi quali la qualità, la densità e il rischio nella letteratura italiana. Le prime due uscite saranno gli autori Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar. [Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi]


In particolare, questa parte è uscita sul blog Scrittori Precari. Il saggio integrale uscirà su “Carmilla online” e Minima&Moralia (blog di minimum fax).

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