Alcune pagine su Il Primo Amore

“Il 6 di Rue Fromentin”

L’ampio divano sul quale quattro prostitute dal viso animalesco si annoiano con professionalità è un fegato ardente, i suoi cuscini come tranci irregolari di carne enfiata trasudano di umori. Ce n’è una quinta, di mezza età e ben conservata, che alla noia ha sostituito la calma. Come una mano invisibile, la calma l’ha spinta sul fondo e ha indugiato sulla sua postura, piuttosto che sul tedio di gruppo. La signora paffuta, con le mani in grembo e i capelli raccolti come una governante al primo appuntamento di lavoro, guarda fissa davanti a sè. Non ammicca né a un ospite gentile né a un indiscreto avventore. Opera di segno contrario rispetto alle sue compagne, che sono scattanti al consumo delle carni, vogliono essere dilaniate, godute, anche se si stanno offuscando in alcune smorfie circospette. La governante ha invece una lingua ponderata, di virgole con la capocchia rotonda, non di esclamativi e sbraiti. Il suo vestito è una coltre di fumo nero, le sue spalline si sfilacciano in cirri nervosi sulla sua pelle, che porta macchie acide, cagliate. Comunica con una giovane donna malese dai capelli di ruggine, che tiene sollevata la veste, mostrando forse parte del pube, come le ostendesse una ferita incurabile. La governante, senza distogliere lo sguardo dal fuori, le parla in segreto attraverso riverberazioni, tratti d’aria che arrugano lo spazio libero dagli ornati e dai capitelli carichi di porpore e di verdi, che dominano la parte sinistra della stanza.
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Vecchio Oceano.

“Vecchio Oceano dalle onde di cristallo, tu assomigli in proporzione a quegli stigmi azzurrati che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso sul corpo della terra: amo il paragone. Così, al tuo primo apparire, un soffio prolungato di tristezza, che si potrebbe prendere per il murmure di una brezza soave, passa, lasciando ineffabili tracce, sull’anima profondamente scossa, mentre rammenti a chi ti ama, senza che se ne renda sempre conto, i difficili esordi dell’uomo, quando fa conoscenza del dolore, che giammai lo abbandona. Ti saluto, vecchio oceano! Continua a leggere

Breaking News.

Mentre Marinatos è a Fuerteventura col problema di sbarazzarsi del fardello appena scoperto sulla spiaggia di Cala de Fuste, Betty discute con Jean Marie sul progetto della nave Ecumene e sul fatto che Carolina se ne andrà strategicamente a Paris; Alfredo, studente di ingegneria informatica, è appena arrivato ad Oslo per un Erasmus, dove sperimenterà sul temperamento funzionalista norvegese la sua piccola invenzione, l’E-Ching, in una serie di festini sotterranei. Continua a leggere