Siete pronti al Gran Finale Abissale?

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Una nuova iniziativa di ULTRA Festival della Letteratura

Per la Notte Bianca, ULTRA porta la letteratura nel cuore di Firenze e presenta una Fast Fest Letteraria: ULTRARNO, un festival lungo una notte, un meeting, reading collettivo-carovana, kermesse fino a tarda notte. Un esperimento inedito in Italia.

Dalle 19 alle 6 del mattino, letture, presentazioni, expo, dj-set, performance no-stop tra i locali e le librerie dell’Oltrarno, tra via dei Serragli, Via Borgo S. Frediano e Piazza Santo Spirito. Negli spazi della libreria Cuculia, de La Citè e del Popcafè si alterneranno 18 autori – fiorentini e special guest nazionali – collettivi di giovanissimi esordienti, le riviste letterarie del momento e il fermento dell’underground più combattivo.

Accompagneranno le letture, le performance e i live-set di alcuni dei migliori musicisti d’elettronica locali, collegati sotto il nome del collettivo OVERKNIGHTS, ovvero Manuele Atzeni, Bobby Kebab, Biga El Climatico e JohnnyBoy. Continua a leggere

24 ore senza di Noi, ovvero: Spingere, spingere, spingere.

L’Italia è fatta di migranti: di migliaia, milioni, di stranieri in Italia, lavoratori, studenti, precari, illegali. Di migliaia, milioni, di italiani all’estero, in esilio, lavoratori, studenti, precari stanchi di una situazione ridicola. Oggi siamo tutti migranti, stranieri perché estranei al clima d’odio, fabbricatori, estranei al suo sistema telecoercitivo, di una nuova Italia. Oggi ci vestiamo di giallo: colore della vitalità, colore dei pazzi, colore della rinascita.

Domande Nella Vasca sulla Guida Avant Pop

Sono stato intervistato da Salvatore Piombino sul progetto Nella vasca dei terribili piranha, per la Guida Supereva all’Avant Pop. Spiego un po’ ciò che penso e ciò che vedo nel mio work-in-blogger, e nel romanzo. Spero sia utile e interessante.

Alessandro, domanda di rito: come è nato il progetto Nella Vasca dei Terribili piranha?

Il progetto di scrivere il romanzo è nato un po’ di tempo fa, almeno nella mia testa, credo nell’estate del 2003. Mi trovavo a pochi chilometri da Gibilterra per le vacanze estive. Stavo leggendo dei vecchi numeri di Namor the Submariner, un fumetto della Golden Age dei comics, forse meno noto rispetto ad altri, ma per certi versi più intrigante. Questo perché il suo protagonista, il Principe degli Abissi Namor, un uomo-anfibio verdegiallo, ha da sempre alternato atteggiamenti e stagioni da supervillain a periodi da supereroe alleato (degli States, ovvio). Ovvero è stato il primo vero eroe-antieroe schizofrenico, e a tratti cinico, anche prima delle versioni dotte dei comics di Miller e Moore. Questa lettura cominciò a fare reazione, ad interagire, in quell’estate, con le letture tragiche dei quotidiani locali e nazionali spagnoli. Parlo di quel perpetuo stillicidio di morti per naufragio di Fuerteventura, delle Isole Canarie e dello Stretto, di quell’immane olocausto che tutti i giorni si nasconde sotto i flutti e gli scogli delle coste di nazionalità ispanica (questo vale in realtà anche per le coste del Sud italico). Questi Nessuno africani, rappresentati estremi della precarietà esistenziale di oggi, che sfuggono dalla loro Itaca, da loro ambiente, magari pure attraversando deserti inumani, per cercarne un altro di migliore in Europa, mi sono rimasti addosso come fantasmi atlantidei per qualche anno, per poi riemergere a fine del 2007. Dovevo partorire un dolore, passando però dal forcipe della letteratura. Continua a leggere