Domande Nella Vasca sulla Guida Avant Pop

Sono stato intervistato da Salvatore Piombino sul progetto Nella vasca dei terribili piranha, per la Guida Supereva all’Avant Pop. Spiego un po’ ciò che penso e ciò che vedo nel mio work-in-blogger, e nel romanzo. Spero sia utile e interessante.

Alessandro, domanda di rito: come è nato il progetto Nella Vasca dei Terribili piranha?

Il progetto di scrivere il romanzo è nato un po’ di tempo fa, almeno nella mia testa, credo nell’estate del 2003. Mi trovavo a pochi chilometri da Gibilterra per le vacanze estive. Stavo leggendo dei vecchi numeri di Namor the Submariner, un fumetto della Golden Age dei comics, forse meno noto rispetto ad altri, ma per certi versi più intrigante. Questo perché il suo protagonista, il Principe degli Abissi Namor, un uomo-anfibio verdegiallo, ha da sempre alternato atteggiamenti e stagioni da supervillain a periodi da supereroe alleato (degli States, ovvio). Ovvero è stato il primo vero eroe-antieroe schizofrenico, e a tratti cinico, anche prima delle versioni dotte dei comics di Miller e Moore. Questa lettura cominciò a fare reazione, ad interagire, in quell’estate, con le letture tragiche dei quotidiani locali e nazionali spagnoli. Parlo di quel perpetuo stillicidio di morti per naufragio di Fuerteventura, delle Isole Canarie e dello Stretto, di quell’immane olocausto che tutti i giorni si nasconde sotto i flutti e gli scogli delle coste di nazionalità ispanica (questo vale in realtà anche per le coste del Sud italico). Questi Nessuno africani, rappresentati estremi della precarietà esistenziale di oggi, che sfuggono dalla loro Itaca, da loro ambiente, magari pure attraversando deserti inumani, per cercarne un altro di migliore in Europa, mi sono rimasti addosso come fantasmi atlantidei per qualche anno, per poi riemergere a fine del 2007. Dovevo partorire un dolore, passando però dal forcipe della letteratura. Continua a leggere

L’animale più strano, animale vicino.

Appena dichiarato dalla Pravda come l’animale più strano al mondo, l’axolotl ha abitato queste pagine, tra sociologia, politica, genetica e mito. Questo è un documentario realizzato dagli studenti della UNAM, dal suo centro di Arti Plastiche (ENAP). L’animale, sempre più a rischio d’estinzione, è forse il più strano, ma anche uno dei più importanti al mondo, intrecciandosi, per le sue capacità metamorfiche e rigenerative, coi destini ultimi della specie umana.

Questa è la parte 2 del documentario- Questo è il percorso apparso su questo sito.

Wordsworth’s axolotl

axolotl lisenko[Parodia di “Daffodils” di Wordsworth apparsa su MAD, storico magazine satirico, nel 1958 circa]

I wandered lonely as a clod,
Just picking up old rags and bottles,
When onward on my way I plod,
I saw a host of axolotls;
Beside the lake, beneath the trees,
A sight to make a man’s blood freeze. Continua a leggere

La gabbia della melancolia.

In questi giorni mi è capitato per le mani un libro eccellente, con una struttura che viaggia per contrappunti tra sociologia, antropologia e biologia, anche se contraddittorio in certe soluzioni finali. Si chiama La jaula de la melancolia. Identidad y metamorfosis del mexicano, pubblicato per la prima volta nel 1987 per l’editore Grijalbo. L’autore è Roger Bartra. Figlio di esuli catalani, ha studiato Sociologia alla Sorbona, si è formato nella Scuola Nazionale di Antropologia e Storia di México. Lavora, oltre a collaborare con innumerevoli Università spagnole e statunitensi, all’Istituto di Ricerche Sociali dell’università nazionale, dove sto svolgendo la mia ricerca attuale, la UNAM. Bartra propone un taglio critico sopraffino sull’egemonie culturali e politiche in Messico, passando e “irritando” i nomi forti della cultura messicana (Vasconcelos, Paz, Zea, Reyes, tra gli altri) e sciogliendo dittici come quelli della Guadalupe/Malinche e del campesino/pelado, proponedo un canone originale per lo studio della cosiddetta mexicanidad: il canone dell’axolotl. Capirete dunque perchè vi segnalo qui una parte, tradotta, del libro: Continua a leggere

Neotenia e Utopia.

“Ogni mitologia nasce e si sviluppa in un contesto sociale e di classe, che dunque non può mancare neppure in questo specifico esempio. Si dà appunto il caso che xolotl sia, oltre che il nome proprio del dio disubbidiente, anche quello comune dello schiavo in quella particolare società, dove l’istituzione della schiavitù va intesa del tutto diversamente da quella greco-latina e dalla servitù della gleba medioevale. Era infatti l’azteco che volontariamente rinunciava alla «libertà» del cittadino, alla sua maturità, ma anche alle sue preoccupazioni (diritti e doveri), che diventava xolotl, cioè un apolide (chiamiamolo così!), che tuttavia poteva possedere dei beni, trasmetterli ai figli, sposare una donna libera e riscattarsi, se voleva dalla condizione di schiavitù! Continua a leggere