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Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria / 2

[Leggi la prima parte]

Perché, allora, in Italia, dovrebbe esserci necessità di opere letterarie qualitativamente intense e durature? Perché in Italia c’è una voragine chiamata: carenza di immaginario, collettivo e individuale. Chiamatela tedio, noia, apatia, ma si sta verificando un’atrofia dell’immaginario che molti non possono o vogliono scorgere, perché hanno disimparato a dare valore al concetto di qualità. Dobbiamo però reinventare il nostro immaginario, ovvero il nostro modo di compensare la refrattarietà delle cose italiche con la creazione verbo-visuale, il nostro modo di sfogliare l’opacità delle cose presenti, e guardare oltre, dietro il muro dell’oggettività. E questo andrà inevitabilmente a scalfire la nostra identità tradizionale, un’identità che deve avere una durata. Oggi la letteratura, almeno in Italia, è una forma di sopravvivenza, una consegna al mittente da non mancare. Continua a leggere »

Non multa sed multum. Qualità della vita e qualità letteraria

lacura2Questo testo è la seconda parte di un’introduzione alla collana di narrativa Novevolt, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto qui, ed ha il carattere di un’apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l’apertura del vaso, ci guarda circospetto dentro, e si interroga sul futuro e la possibilità di scardinarne le pareti, o almeno distanziarle.


La collana Novevolt, oltre a proporsi come soggetto culturale nell’organizzazione di un festival letterario nazionale (ULTRA-Festival della letteratura, in effetti) e di altri progetti collaterali, auspicherà una promozione, attraverso piccoli libretti, romanzi brevissimi e racconti lunghi di autori affermati e giovani promesse, di luoghi quali la qualità, la densità e il rischio nella letteratura italiana. Le prime due uscite saranno gli autori Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar. [Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi]


In particolare, questa parte è uscita sul blog Scrittori Precari. Il saggio integrale uscirà su “Carmilla online” e Minima&Moralia (blog di minimum fax).

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Raymond Federman (1928-2009)

Raymond Federman, dopo una lunga malattia, ci ha lasciati lo scorso 6 ottobre 2009, all’età di 81 anni. Scrittore estroso, critico acuto, esperto di Samuel Beckett, ci consegna un vuoto (lui che giocava spesso coi pieni e coi vuoti della scrittura) che solo gli storicisti più ottusi potrebbero mancare di osservare, sclerotizzandolo sotto l’etichetta pur interessante dell’Avant-Pop. La lunga produzione di Raymond, che ho avuto occasione di conoscere per via telematica nel corso della traduzione del suo saggio “Surfiction: Fiction now and tomorrow” (apparso su “Re: Oltre lo zero”, Zona, 2005 e su “Best off 2006″ di minimum fax), può essere vista qui. Ricordo con affetto la disponibilità e l’acume con cui Raymond rispondeva, sempre prontamente, alle mie domande. Qui un altro saggio di Raymond Federman tradotto in italiano sul futuro della letteratura. Un saggio su Ronald Sukenick di Raymond Federman è stato tradotto da Lorenzo Orlandini sempre per la rivista Re:. Continua a leggere »

La cura di Novevolt, parte I.

Parte I.*

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La gioia può eruttare anche al BurgerKing anche la birra LITE può nascondere una dose di Dioniso. Ma perché dovremmo lottare contro questa marea di spazzatura da due soldi, quando potremmo bere il vino del paradiso anche adesso, sotto la nostra vigna e fico?
(da T.A.Z. di Hakim Bey)

Industria. Commercio. Commercializzazione di idee e arti. Spettacolo. Spettacolarizzazione. Assenza: di qualità e di onestà. Standardizzazione. Eugenetica culturale – o pseudoculturale. Sessantamila testi pubblicati in Italia, ogni anno. Migliaia di case editrici. Fiere. Presentazioni. Trent’anni di povertà intellettuale. Continua a leggere »