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Figura con carne: sul corpo sfigurato del Premier.

È apparso oggi, su il Primo amore, un mio articolo sulla sfigurazione dei Papi di Francis Bacon e l’atto d’aggressione al Premier italiano. Leggi tutto qui e commenta qui.

“Il sangue che gronda da quella faccia ci fa però avvertire una cosa: siamo ancora nella possibilità di riconoscerci diversamente dal potere più assoluto, perché indistinguibile da noi stessi. C’è speranza ancora di non esserne totalmente schiavi, di essere dei corpi con un volto. È un effetto secondario dell’emanazione tumefatta che aborriamo. L’effetto di un gesto avventato che detestiamo. Noi possiamo solo leggere l’atto nelle sue impressioni su pellicola o in digitale: il Premier che diventa una delle Teste o un Papa di Bacon, oppure il Figure with Meat del 1954, coi due costati di carne livida e dissanguata alle spalle, a rappresentare il corpo degli italiani, segregato e tranciato per anni, ma anestetizzato, mai doluto. Questo gesto non ci fa tanto comprendere l’inermità del Premier, la sua umanità nella sofferenza, perché il Premier è già in misura eccessiva carne e sudore, belletto e umori transustanziati, quanto la nostra mancanza di volto, di carne, il nostro non essere più riconoscibili. La sfigurazione del Capo è la controparte della nostra mancanza di figura, il nostro anonimato inattivo, il nostro essere figure without meat. Se vogliamo fare un parallelo con gli altri atteggiamenti dittatoriali del Novecento, nella strategia decennale del Premier italiano, la vittoria è assicurata da un’idea applicata di Übermensch inedita: il nessun-uomo catodico privo di carne e storia, intrappolato in un presente palincestuoso che imita se stesso e allo stesso tempo dipende dal Riproduttore catodico per vivere.”

Coral reefs and climate change

Per sapere di più.

La rivolta sbagliata di Jan il Pesce.

Questo è un estratto del romanzo. Punto e basta. Parla di quando le cose, nell’avventura, cominciano a capovolgersi, il Pianeta rivoltato negli abissi. La rivolta di Jan il Pesce, a Berlino.

 


II.

Ognuno sembra scagliarsi selvaggio sul proprio oggetto idiosincratico della teoria che si è architettato in testa. Le ragazze più giovani, alcune delle quali indossano pesanti anfibi militari, hanno la testa mezza rasata e il seno compatto sotto il mento, decapitano i tritoni che stanno attorno alla struttura smeraldina a cono rovesciato, ringhiando e azzuffandosi l’una contro l’altra ad unghiate e calci. Squillano in derapate prolungate. I ragazzi, la maggioranza dei quali indossano invece già i goggles col gorgo acquistati assieme alle magliette prima dello spettacolo d’inaugurazione, orinano a gambe larghe spudoratamente nei buchi degli zampilli delle fontane, saltano ululando con tutto il peso possibile del corpo, fino a spezzare in due le onde sporte come trampolini arricciati. Danno anche fuoco ai supporti della pedana centrale fino a farla franare di sotto, dove, scoperto il trucco, sganasciano anche il meccanismo di entrata, la carrucola e le altre catene, l’attrezzo dal quale avrebbe dovuto spuntare in trionfo il loro eroe, salendo su da quel cono rovesciato come da un vulcano sottomarino, con le pistole spara-coriandoli argentati già pronte a azionarsi in circolo per nutrire l’enfasi dello svelamento. Continua a leggere »

Il Cattivo Buono nella Vasca.

L’attore Victor Buono, inimitabile ispirazione del cattivo Vittorio Buono del romanzo.

[Vedi anche qui.]